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NOTNOTNOT my story

 

illustrazioni in bianco e nero ispirate a due romanzi e un racconto, create per la realizzazione di serigrafie su carta e tessuti da parte del Collettivo Idrolab Unit

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n. 1

 

In un’altra occasione mi trovavo in una rigogliosa foresta russa quando mi imbatto in una volpe nera. Era ferma vicino a un albero e aveva il pelo bellissimo.
Ho pensato che sarebbe stato stupido forarglielo con un pallino, così, in un attimo, estraggo il pallino dalla canna del fucile e lo sostituisco con un bel chiodo. Poi miro e sparo con tale maestria che la coda della volpe rimane inchiodata al tronco dell’albero. Mi avvicino all’animaletto, e con il mio coltello le incido il muso con un taglio a croce; poi afferro la mia frusta e inizio a colpirla dolcemente, per farla fuggire. Sapete che vi dico, signori? La preziosa pelliccia è rimasta ai piedi dell’albero perchè l’animale, fuggendo, si è scuoiato da solo.

 

R. E. Raspe – Le avventure del Barone di Münchausen

n. 11

 

Proprio fra il primo e il secondo piano ho sentito che stavo per vomitare un coniglietto. Non gliene avevo mai detto niente, non per slealtà creda, solo che uno non si mette a spiegare alla gente che di tanto in tanto vomita un coniglietto. Poiché mi è sempre capitato mentre ero solo, tenevo la cosa per me, come ci si tengono per sé le prove di tante cose che accadono (o facciamo accadere) nell’assoluta intimità. Non mi rimproveri per questo, Andrée, non mi rimproveri.

 

Guardi, io avevo risolto il problema dei coniglietti alla perfezione. Seminavo il trifoglio sul balcone dell’altra mia casa, vomitavo un coniglietto, lo mettevo nel trifoglio e in capo a un mese, quando cominciavo a sospettare che da un momento all’altro…allora regalavo il coniglietto alla Signora de Molina, che credeva a un hobby e taceva. E già in un altro vaso cresceva un trifoglio tenero e propizio, io aspettavo senza alcuna preoccupazione la mattina in cui il solletico di una fine peluria che saliva mi avrebbe stretto la gola, e il nuovo coniglietto avrebbe ripetuto fin da quel momento la vita e le abitu- dini di quello precedente. Le abitudini, Andrée, sono forme concrete del ritmo, sono la quota di ritmo che ci aiuta a vivere.

Julio Cortázar – Lettera a una signorina a Parigi

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n. 40

 

Da un po’ di tempo ormai aveva capito di essere sotto l’influsso di una forte fobia per il grattacielo. Era costantemente consapevole dell’immenso peso del cemento sopra di lui, e aveva la sensazione che il suo corpo fosse al centro delle linee di forza che attraversavano l’edificio […] Di notte, sdraiato accanto alla moglie che dormiva, spesso si svegliava da un brutto sogno nella camera soffocante, con la precisa sensazione degli altri novecentonovantanove appartamenti che pesavano su di lui attraverso le pareti e il soffitto, e gli spremevano l’aria dal petto. Era certo che il vero motivo per cui aveva annegato il levriero afghano non era perchè odiasse in particolare l’animale o volesse turbare la sua pardona, ma per vendicarsi dei piani superiori dell’edificio. Aveva afferrato il cane al buio quando era finito nella piscina. Cedendo a un impulso crudele quanto potente, lo aveva tirato sott’acqua. Mentre teneva il corpo galvanizato che si dimenava, in qualche strano modo, stava lottando contro l’edificio stesso.

 

Royal uscì sulla terrazza panoramica. Gli piaceva lo sguardo ostile degli uccelli appollaiati sulle colonne degli ascensori […] Cosa attirava gli uccelli in quell’isolato reame sul tetto? Mentre Royal si avvicinava, un gruppo di gabbiani si tuffò nell’aria, librandosi in picchiata per afferrare gli avanzi gettati da un balcone dieci piani sotto di loro. Si nutrivano dei rifiuti gettati nel parcheggio, ma a Royal piaceva pensare che i veri motivi per cui avevano scelto quel tetto fossero vicini ai suoi e che fossero volati lì da qualche paesaggio arcaico, chiamati dallo stesso presagio della sacra violenza che sareb- be venuta. Per paura che se ne andssero gli portava spesso del cibo, come per convincerli che valeva la pena di attendere.

 

J. G. Ballard – Il condominio

R. E. Raspe

Le avventure del Barone di Münchausen

Julio Cortázar

Lettera a una signorina a Parigi

J. G. Ballard

Il condominio